Il libero commercio è pop
Resistere resistere resistere. Tra le molte e necessarie lacrime e sangue, nella manovra brilla una misura sviluppista: la liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi nelle città d’arte e turistiche. Un simile provvedimento, caldeggiato dal Foglio e fatto proprio innanzitutto dal ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, non è solo funzionale al suo obiettivo primario, cioè promuovere la crescita. E’ anche popolare, piace alla gente.
5 AGO 20

Lo certifica un sondaggio Ipsos, secondo cui il 78 per cento degli italiani è favorevole e solo il 21 per cento contrario. I più convinti dell’opportunità del provvedimento sono quelli che si occupano degli acquisti (che danno “luce verde” per l’82 per cento) e i diretti beneficiari, cioè coloro che abitano in un comune turistico o in una grande città, rispettivamente al 76 e 65 per cento. Addirittura, il 71 per cento del campione vorrebbe estendere la liberalizzazione all’intera penisola. Segno che, quando vengono messi in grado di cogliere le opportunità del mercato concorrenziale, gli italiani non si tirano indietro. Non necessariamente, però, il favore dei cittadini rende più facile l’approvazione del provvedimento.
Le resistenze corporative si sono già messe in moto, con le esplicite prese di posizione di alcune associazioni di categoria e col meno esplicito, ma non meno tangibile, corrispondente lavorio sotterraneo. Di fronte a questo fenomeno, la stampa deve esercitare il suo ruolo di cane da guardia. Ma è ancora più essenziale che governo e maggioranza sappiano sconfiggere ogni tentazione parlamentare di tornare indietro. Anche per dimostrare che al paese non si chiedono solo sacrifici.
***
Leggi gli altri articoli della campagna fogliante "Libera domenica in libero stato"